Campi scuola 2010

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Anche quest’anno, dal 4 al 9 Luglio, la Parrocchia di Gambarare ha ripetuto per la seconda volta l’esperienza del campo-scuola per i bambini delle elementari.
Ben 76 sono stati i partecipanti fra coloro che hanno frequentato durante l’anno scolastico dalla II alla V elementare.
Un’equipe mista di adulti, giovani ed adolescenti guidata da Don Fabio ha animato, divertito e confortato i bambini coinvolgendoli in giochi, in momenti di preghiera, di riflessione e nell’eucarestia giornaliera, ospitati nella casa diocesana di San Vito di Cadore, nel cuore dello splendido scenario delle nostre Dolomiti.
Momento molto atteso da tutti ogni giorno è stato quello della scenetta, o meglio “scemetta” come simpaticamente è stata chiamata la rielaborazione di alcune scene tratte dal film “Tata Matilda”, che talvolta improvvisata ha tanto divertito i bambini e non solo loro! I bambini hanno dimostrato forza di volontà, di impegno e di coraggio anche nelle due uscite che sono state fatte: la prima alle cascate di Borca di Cadore, dove la parte finale del percorso è stata una salita ripida e faticosa; la seconda alle tre Cime di Lavaredo con una lunga passeggiata fino al rifugio Locatelli dove hanno potuto ammirare splendidi paesaggi naturali.
Ma lo scopo principale di ogni campo-scuola è quello di far passare ai bambini un messaggio, attraverso tutti i momenti dai più gioiosi ai più difficili: lo slogan di quest’anno “Ma tu che vuoi?” legato a tutte le varie attività, ha provato a far nascere nei bambini il desiderio di seguire Gesù anche nei momenti più difficili e soprattutto a far capire loro che proprio in quei momenti non si è mai soli, perché Gesù è lì nei panni di chi ti sta accanto e ti accompagna, ti sorregge nel compiere quei passi che da soli sarebbero difficili se non impossibili da farsi. E la battuta finale che ha chiuso la parodia di Tata Matilda “finchè ci sarà bisogno di me, ma voi non mi vorrete, dovrò rimanere; quando mi vorrete, ma non ci sarà più bisogno di me, io me ne andrò via”, racchiude in sé il senso che il campo-scuola ha lasciato anche agli animatori, giovani e “dinosauri”, che hanno tentato di insegnare le regole di vita comunitaria ai bambini ma anche di viverle essi stessi, evidenziando che le regole una volta apprese non sono limitazione bensì garanzia di libertà nel rispetto e nell’amore verso gli altri.
Tutte le energie consumate nei sei giorni di campo-scuola sono state rigenerate con dei pasti appetitosi e succulenti che lo staff cucina ha preparato puntualmente pur essendo limitato nel numero di addetti.

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In redazione è arrivata anche una lettera dove Paolo Groppi, uno degli animatori che ha partecipato a questo campo scuola, parla della sua personale esperienza:

“Ciao, sono Paolo, e sono un quasi cinquantenne. Quest’anno mi è stato chiesto di partecipare come animatore ad un campo scuola per ragazzi delle elementari che si è svolto nel mese di Luglio. Per me é stata la prima volta e anche se questa richiesta mi aveva sorpreso un po’ ho accettato volentieri, perché ho voluto sfidare me stesso, ma soprattutto perché si trattava di una missione da compiere, datami da una persona da cui mi stavo allontanando: il Signore. E’ stata una esperienza bellissima: vivere per una settimana con bambini e adulti, nella gioia e nell’amicizia, condividendo i giochi, i pasti e le varie funzioni religiose. Ho capito che basta poco, se si vuole, per vivere con la consapevolezza di appartenere ad una grande famiglia. Una famiglia semplice, unita, indivisibile, una famiglia per la quale una persona ha donato la sua vita, ma questo molti non lo hanno ancora capito. Io spero, con tutto il cuore, che questa esperienza di vita e di ricerca, possa aiutare molte altre persone ( e spero presto) senza badare a tutti quei giudizi assurdi e stolti che escono da bocche di alcune persone. Non voglio prolungarmi oltre, ma spero che queste quattro righe, servano a qualche persona per allontanare la paura, LA PAURA DI AMARE IL PROSSIMO."

Paolo Groppi

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